Cammini. Andiamo lontani restando vicini

I cammini ai tempi del covid: andiamo lontani restando vicini. Ogni anno le comunità terapeutiche polo9 affrontano sentieri, cammini e pellegrinaggi. Si tratta di una attività molto importante per i nostri utenti ed educatori, in grado di avvicinare le persone alla natura e allo stesso tempo di ricongiungerle con il proprio spazio interiore. 

Oggi più che mai, siamo chiamati ad essere co-autori di un’urgente metamorfosi economico-ambientale-sociale a partire dalle nostre piccole scelte quotidiane. Il Covid19 ha cambiato molte delle nostre abitudini, condizionando buona parte delle nostre attività e progettualità anche all’interno delle sedi, ma noi vogliamo “andare lontano” e non abbiamo rinunciato al nostro pellegrinaggio accogliendo con grande entusiasmo una proposta alternativa e che ben si integra con la missione della nostra organizzazione sempre attenta alla valorizzazione delle persone e dell’ambiente, oltre alla convinzione delle necessità di porre la sostenibilità come uno dei temi centrali per il futuro del Pianeta.

Cinque giorni di duro cammino, proseguendo nelle nostre riflessioni, percorrendo strade a volte scomode, ritrovandoci a mangiare insieme, condividendo i nostri pensieri, l’allegria e la fatica, rispettando il giusto distanziamento sociale. Siamo partiti ogni giorno dalle nostre sedi, facendo percorsi sempre diversi e caratteristici. “Ogni giorno prima di partire, come sempre nei nostri cammini, – racconta Davide Battistoni coordinatore polo9  per le comunità di Fenile e San Cesareo –  leggiamo una frase che ci accompagna nel nostro cammino. La sera al rientro mangiamo insieme, e chi vuole e lo desidera condivide i propri pensieri”.

Inoltre, spiega Davide “Abbiamo creato un tesserino con le nostre credenziali che attestano il percorso fatto e i km che i nostri piedi hanno percorso passo dopo passo”. Chi volesse cimentarsi in questa esperienza non lo faccia senza la dovuta consapevolezza della fatica che lo attende. Ogni traguardo per essere raggiunto presuppone fatica e lavoro. E questo è un traguardo che ci porta ancora una volta lontani ma restando vicini.

Camminare nell’incertezza

Camminiamo nell’incertezza. Abbiamo deciso di camminare comunque, in un periodo difficile, sperando che possa essere solo un ricordo. Un piccolo gruppo, di persone si mette comunque sulla strada alla ricerca  dei valori e dei pensieri del “pellegrino”. Non siamo più coraggiosi o più audaci di altri, semplicemente abbiamo voluto continuare ad aderire all’idea di continuare la ricerca passo dopo passo. Camminiamo al tempo del corona virus. Non è il classico pellegrinaggio: le nostre tappe partono e si concludono sempre nello stesso posto, il cibo ci viene preparato dai nostri compagni, le lavatrici lavano i nostri vestiti, le nostre spalle sono libere dal peso dello zaino, e ogni sera c’è il nostro confortevole letto ad accoglierci. Ci sono però altre difficoltà che da superare. Per esempio: decidere ogni mattina presto di continuare a camminare, perché è molto facile abbandonarsi alla stanchezza, all’aver dormito poco, al non aver voglia. E’ difficile creare il “gruppo” sentire che siamo ogni giorno sulla strada per noi e per riflettere su questo piccolo atto rivoluzionario che abbiamo deciso di fare. Eppure ci siamo riusciti. E per la prima volta, ad un numero così ridotto di camminatori, si sono aggiunti tanti colleghi che con entusiasmo hanno fatto gruppo per organizzare questo momento. E’ un segno importante di un percorso che ci sta stimolando e arricchendo. Camminiamo al tempo del corona virus e questo è il segno migliore che possiamo dare a noi stessi per sottolineare la nostra speranza nel futuro.

 

 

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