Centro Diurno Fenice: mettiamo insieme i pezzi

La cooperativa Polo9, al Centro Diurno Fenice di Pesaro, continua con le esperienze di tutoraggio e contaminazione artistica da parte delle mosaiciste dell’associazione culturale “Chiaro Scuro” di Marotta.

Le volontarie sono state accolte dai ragazzi del centro diurno “Fenice”, che da molti anni si occupa del recupero di giovani ragazzi con problemi di tossicodipendenza, gestito dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’area vasta di Pesaro, con interesse e dedizione al progetto.

In una parete della loro sede hanno realizzato la figura della Fenice, in trencadis diretto, con materiale di recupero, che sarebbe finito in discarica.

L’entusiasmo e la passione per questa attività, ha spinto i ragazzi a cimentarsi con il mosaico indiretto, su rete, con il tema della musica, per poi posizionarlo nel muretto idoneo, del lungomare di Marotta, inserendosi nel progetto di arredo urbano: “Mosaichiamo la Città”, promosso dalle mosaiciste dell’associazione culturale “Chiaro Scuro” e dal Comune di Mondolfo.

Soddisfatti tutti i soggetti coinvolti nell’iniziativa: i ragazzi che hanno realizzato il mosaico, la dottoressa Diotallevi Giovanna e la dottoressa Cacciaguerra Alessandra, del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Pesaro, e gli educatori del centro diurno della cooperativa Polo9, che ci hanno dato l’input per l’iniziativa.

Di seguito alcune frasi dei ragazzi che hanno contribuito alla realizzazione del mosaico:

“Un mattoncino alla volta, fino a costruire e realizzare le fondamenta della propria vita”.

“Attaccare le tessere del mosaico è stato come costruire un ponte con me stessa, pezzo dopo pezzo prende forza”.

“La vita è come un mosaico, per renderla armoniosa bisogna mettere le tessere al posto giusto”.

“E’ stato difficile farlo insieme agli altri, perché nei momenti in cui mi sono trovato a farlo da solo, mi tornava alla mente quando lo facevo con mio zio, che ora non c’è più”.

“Rinascere dalle ceneri è come vivere di nuovo, un opportunità che considero unica”.

“Per me il mosaico è come recuperare la parte rotta della vita, proprio come dalle mattonelle rotte, si può dare una nuova forma alle cose”.

“Ogni difficoltà che ci ha posto davanti il mosaico l’ho associato alle difficoltà della vita…quindi trovare ogni tessera da inserire nel posto giusto è stato un piacere”.

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