ArtRap. Vi presento Rub Kandy

Mimmo Rubino in arte Rub Kandy è l’animatore ed educatore artistico della prima azione di  ART RAP,  il progetto pensato da Polo9 in collaborazione con il Comune di Ancona e le realtà presenti sul territorio e dedicato ai ragazzi del quartiere degli Archi e di Piano San Lazzaro.

Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e meglio capire come si sta sviluppando il progetto:

Ho 41 anni, sono artista da sempre, insegno storia dell’arte, della comunicazione, computer grafica e altre materie inerenti la creatività e la comunicazione. La mia arte è in continua evoluzione, una vera e propria ricerca borderline tra urban art, arte contemporanea, grafica e identità-visiva.

Che ruolo hai in questa fase del progetto?

Mi occupo di organizzare, stimolare e animare un laboratorio di street art, finalizzato alla realizzazione di un’opera nel quartiere Archi.

Qual è il significato di un’opera di street art?

L’arte è un valore, sotto numerosi aspetti. Essa è comunicazione, meditazione, ricerca della bellezza e riscoperta della natura. L’arte è tecnica, fisica, chimica, matematica. È scienza, economia e politica.Il suo studio è auspicabile sempre e dovunque. Nelle accademie come nelle strade. Un workshop d’arte urbana, può avere degli “effetti collaterali” importanti su un territorio caratterizzato dalla presenza di ragazzi – e le loro famiglie –  provenienti da tante culture diverse: momenti di convivialità, acquisizione di competenze trasversali,  coscienza del proprio territorio, integrazione. L’arte è cultura, a volte alta, a volte popolare, quasi sempre positiva. La cultura coltivata e condivisa è alla base di una società coesa.

Il laboratorio è stato pensato in due fasi distinte ma strettamente connesse: la prima parte che si è svolta nelle giornate del 19 e 20 settembre, è stata dedicata allo studio e all’analisi. I partecipanti, circa una decina di ragazzi fra i 13 e i 18 anni, durante il workshop, guidati e sollecitati da Rub Kandy hanno potuto conoscere il lavoro dei maestri del movimento e il quartiere Archi.

Abbiamo parlato di urban art, visto immagini e conosciuto artisti, Poi ci siamo concentrati sul quartiere, ne abbiamo studiato la mappa  – continua Rub Kandy –  e lo abbiamo “indagato” fisicamente per individuare i luoghi più adatti alla realizzazione dell’opera.

I ragazzi ne hanno individuati una decina, ne hanno discusso fino ad arrivare al numero di tre location possibili. Il Comune di Ancona, previo sopralluogo delle autorità competenti, ha dato l’assenso alla realizzazione dell’opera in via delle Fornaci Comunali.

Una location “perfetta” perché consente una visione da molto vicino (è di passaggio n.d.r.) e da molto lontano (è visibile da tre isolati di distanza n.d.r.). L’opera da realizzare potrà quindi essere goduta nell’insieme, da lontano, e nei particolari, da vicino. 

La seconda parte del laboratorio è quella pratica, e si svilupperà a metà novembre.

Realizzeremo l’opera così come l’abbiamo pensata insieme, frutto di una collaborazione di intenti e di stimoli reciproci.

Perchè hai scelto di partecipare e di collaborare al progetto Art rap?

L’arte è un valore. È comunicazione, meditazione, per alcuni è ricerca della bellezza, della natura. L’arte è tecnica, tecnologie, fisica, chimica, matematica. È scienza, competizione, economia, politica. Il suo studio è auspicabile sempre e dovunque. Nelle accademie come nelle strade. A questo aggiungiamo tutti gli “effetti collaterali” che un workshop d’arte urbana può portare in un territorio caratterizzato dalla presenza di ragazzi provenienti da tante culture e famiglie diverse: integrazione, convivialità (ahinoi, per quello che possiamo permetterci in questo periodi di convivenza col Covid19), acquisizione di competenze trasversali, coscienza e conoscenza del proprio territorio. Credo fortemente nell’arte e nella sua capacità creativa ed inclusiva.

 

 

 

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