Mi fermo, mi racconto e mi formo.

“All’inizio della pandemia, quando il mondo si è fermato, abbiamo pensato fosse importante inventarci qualcosa di nuovo, di possibile e di fattibile per i nostri beneficiari e per tutti noi, qualcosa che desse un senso allo stare a casa e che fosse una base per progetti futuri”.

A parlare sono Mara, Alice ed Elisa, Operatrici dell’Integrazione per il progetto Siproimi che Polo9 co-gestisce insieme a Vivere Verde, COOSS Marche e Anolf Marche. L’emergenza Covid, aveva improvvisamente portato alla sospensione dei tirocini, della scuola, dei colloqui, di tutte le attività di inclusione, che stanno alla base del progetto di accoglienza. Anche il lavoro degli operatori si era fermato.

Abbiamo iniziato, così – racconta Elisa –  ad incontrarci in modalità smart working e a chiederci cosa potessimo fare: era importante continuare a tenere agganciati i ragazzi, non perdere il lavoro fatto fino a quel momento, e trasformare questo periodo in un’occasione per creare qualcosa di significativo. Ne è scaturito un progetto, che ha visto intrecciarsi due percorsi, quello narrativo e quello formativo.
Il primo porta il titolo “Mi fermo e mi racconto”. Abbiamo chiesto ai beneficiari – prosegue Mara – di raccontarsi e di narrare – anche nella lingua che ritenessero più opportuna – la loro personale quarantena scegliendo la forma narrativa che sentissero più vicina, come la scrittura, la pittura, la realizzazione di video o di foto. L’altro percorso “Mi fermo ma mi formo” invece, consisteva in un programma di 4 settimane, durante le quali sono stati proposti ai ragazzi alcuni approfondimenti sul mondo del lavoro. Abbiamo cercato e selezionato dei video, li abbiamo classificati e divisi per macro-argomento. Abbiamo inoltre preparato dei questionari di verifica per monitorare la partecipazione e dei fascicoli con le risposte corrette: uno strumento di auto-correzione ma anche una piccola fonte a loro disposizione e a cui attingere in futuro. 79 i destinatari di questi progetti: tutti i beneficiari accolti nelle zone di pertinenza della ATS9 (Jesi), ATS12 (Falconara) e ATS13 (Osimo).

Le difficoltà non sono mancate e non mancano: si tratta di persone spaventate sia dall’emergenza sanitaria sia da un futuro ancora più incerto. Persone ben consapevoli di essere in un progetto che ha un termine, e senza certezze sulle reali possibilità lavorative post-pandemia. Tuttavia, conclude Elisa, la partecipazione è stata notevole e siamo molto soddisfatte: sentiamo di aver accolto una grande sfida. Ci siamo scoperte e sperimentate in un’esperienza tutta nuova, che ci auguriamo possa andare oltre questo specifico momento storico. Nulla sarebbe stato possibile senza la grande sintonia che è dalla nostra parte, e senza il sostegno e l’appoggio del nostro coordinatore Simone Gasparri, delle referenti Serena Ragaini, Chiara Marcantognini e Laura Nanni, e dell’equipe tutta, che fa il tifo per noi.

 

 

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