COS’È
Un progetto realizzato con il contributo della Fondazione Wanda di Ferdinando, promosso da polo9 per stimolare il protagonismo giovanile e la partecipazione civica degli adolescenti.

DOV’ È
Nelle Marche nei quartieri: Ponte Armellina (Urbino), Borgo Santa Maria (Pesaro), Gli Archi (Ancona).

PERCHÉ PROPRIO QUI
Per contrastare il processo di marginalizzazione sociale in atto in questi territori e facilitare la connessione di risorse.

COSA FA
Il progetto prevede la creazione di una rete operativa duratura sul lavoro di rigenerazione urbana e partecipazione civica dei territori marginali. Sarà inaugurata la Scuola dei Quartieri – ciclo di seminari itineranti nei quartieri coinvolti per favorire la conoscenza delle innovazioni sul tema rigenerazione urbana. Si lavorerà sull’empowerment delle competenze relazionali e creative dei giovani con l’obiettivo che i ragazzi stessi possano diventare promotori di azioni rigenerative dei territori/quartieri in cui abitano attraverso laboratori artigianali, street art e laboratori rap/trap.

RETE TERRITORIALE
Polo 9, Associazione Zoé e Associazione Biricoccolo. Con il contributo della Fondazione Wanda Di Ferdinando.

PER INFO
e-mail: info@polo9.org

 

NEWS DAL PROGETTO!!
è il momento di raccontarci COME e perché nonostante il covid Periferie al Centro è andato avanti e ha realizzato le proposte, raggiunto importanti obiettivi senza lasciare soli i ragazzi, cuore e anima del progetto.

 

A Ponte Armellina è stato avviato il prestito librario. Se non sapete dove si trovi e quali siano le condizioni di questo quartiere che si snoda su una strada a 12 chilometri da Urbino, vi consigliamo di guardare semplicemente le immagini proposte da google. La città universitaria, gioiello rinascimentale, sembra anni luce da qui. Lo scorso 4 dicembre l’assessore regionale all’Edilizia Pubblica Stefano Aguzzi insieme al sindaci di Urbino e delle vicina Petriano, hanno effettuato un sopralluogo: l’intenzione è di riattivare le procedure di risanamento urbanistico e sociale di questo quartiere che ha creato non pochi problemi di vivibilità. Verranno intraprese opere di urbanizzazione per risanare la zona (impianti fognari, illuminazione pubblica, strade, area sportiva). L’assessore stesso ha definito la realtà di Ponte Armellina di Urbino  “una delle più degradate d’Italia, paragonabile all’Hotel House di Recanati, e quindi di grande sofferenza anche per chi ci vive, non solo per chi abita in quartieri limitrofi”. E con Periferie al Centro siamo presenti, grazie alla cooperativa Polo9, alle associazioni Zoè e Biricoccolo e al contributo di Wanda di Ferdinando. Valentina è una delle operatrici che si occupa di tenere aperta, due volte al mese, la biblioteca: la proposta – racconta – ha avuto successo poiché forte è il risvolto umano e relazionale. C’è un grande bisogno di interagire, di “essere visti” e coinvolti. Così siamo ripartiti dalla riorganizzazione della biblioteca stessa, facendo una accurata cernita dei libri. Li abbiano scelti, catalogati e riorganizzati per sezione. Questo lavoro è piaciuto tanto ai ragazzi: stimolati e coinvolti si sono avvicinati alla lettura. Abbiamo intitolato l’iniziativa “Semi di felicità” perchè a ciascun prestito abbiamo fatto corrispondere un omaggio: una piccola piantina da accudire, crescere e custodire perché, come recita un proverbio arabo “un libro è un giardino che puoi custodire in tasca”.

 

A Pesaro, proseguono gli incontri con i ragazzi del quartiere Borgo Santa Maria. Lo sportello “Un momento per te” è una delle azioni di Periferie al Centro, progetto di Polo9 realizzato in sinergia con le associazioni Zoè e Biricoccolo e con il contributo della Fondazione Wanda di Ferdinando. Occasione di incontro, di ascolto, di risposta ai bisogni che in questo periodo sono in parte cambiati, in parte acutizzati, lo sportello è dedicato ai ragazzi del quartiere. Gli incontri avvengono sulla piattaforma Skype, previo prenotazione tramite whatsapp. “Semplice e immediata” – ci dice Sarah Damato referente dello sportello – “la modalità è piaciuta tanto che circa 40 sono le persone che ci hanno contattato.”
17 le ragazze fra i 14 e i 29 anni, 1 neomamma minore, una decine fra i 37 e i 53 anni. I maschi, 11, hanno una età compresa fra i 16 e i 23 anni. Oltre l’80% ha partecipato più di 3 volte. “Se da una parte però, la modalità a distanza ha permesso di trovare un luogo, seppur virtuale, di ascolto e di scambio, tuttavia – prosegue Sarah –  è innegabile che ciascuno di noi, dagli operatori ai destinatari, avremmo preferito incontrarci di persona: nulla è paragonabile ad uno scambio di sguardi, seduti l’uno accanto all’altro”. Siamo ormai abituati, è vero. La capacità di adattamento – aggiunge Alessandra Alessandrini, coordinatrice del progetto di Polo9, –  si impone, ci contraddistingue e ci consente di trasformare i nostri progetti. Solo così  possiamo continuare a stare con la gente, dalla parte di chi ha bisogno di aiuto e di relazione.

 

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