COS’È
Un progetto promosso da polo9 in collaborazione con Comune di Ancona, Associazione Arcopolis, Centro H, Associazione Anglat, Associazione Jonas Onlus, Centro Diurno il Faro – Oratorio Salesiani, Parrocchia Crocefisso e Sineglossa Creative Ground per prevenire ed intercettare precocemente possibili situazioni di fragilità e di bisogno di ragazzi pre-adolescenti e adolescenti, attraverso lo strumento della narrazione di sé promuovendo anche forme d’integrazione, collaborazione e partecipazione civica in ottica di “welfare generativo”.

DOV’ È
Nelle Marche nei quartieri:
Archi di Ancona (comprese le abitazioni dell’insediamento Montirozzo)
Piano San Lazzaro.

PERCHÉ PROPRIO QUI
Per contrastare il processo di marginalizzazione sociale in atto in questi territori e facilitare la connessione di risorse.

COSA FA
Coordinamento delle associazioni del territorio per la condivisione delle
esperienze in una rete unica a favore del quartiere attraverso:

– Laboratorio di musica rap
– Sportello di ascolto per adolescenti.
– Percorso formativo per la costruzione dell’Immagine di Sé e del Quartiere finalizzato all’ideazione del soggetto per un’Opera Pubblica Collettiva
– Laboratorio di Street Art partecipata per la creazione di un’Opera Collettiva di Quartiere
– Realizzazione dell’opera collettiva partecipata con il coinvolgimento della rete dei partner.
– Organizzazione di un evento finale con attività di raccolta fondi per la sostenibilità del progetto nel tempo.

PER INFO
e-mail: info@polo9.org

 

Lo SPAZIO ASCOLTO è uno sportello di ascolto a cura di Jonas Ancona.
Ce lo presenta Delia Moraschini, psicologa dell’associazione stessa. 

Delia, che cosa è Jonas? Jonas Ancona fa parte della rete associativa Jonas Italia ed è un centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi. La fondazione di Jonas Onlus da parte di Massimo Recalcati risale al 2003 e oggi Jonas conta 28 sedi in tutta Italia. La sede Jonas Ancona è nata nel 2019 presso il quartiere degli Archi ed è composta da un’équipe di terapeuti, psicoanalisti, docenti, operatori culturali e sociali. Jonas Ancona estende la sua azione al campo sociale, promuovendo attività di divulgazione e sensibilizzazione in collaborazione con la rete delle istituzioni, delle organizzazioni, delle associazioni culturali e delle cooperative sociali presenti sul territorio. Lo Sportello di Ascolto all’interno di Art Rap ne è un fulgido esempio.


Perché Jonas ha scelto di aderire al progetto Art Rap? Perchè il suo luogo operativo è proprio nel quartieri degli Archi. Un quartiere “tosto”, di lavoro e immigrazione, di fatica e conflitto, ma di grande possibilità. Un bellissimo quartiere dalla storia singolare, così come singolare, sempre, è la materia della cura, a cui Jonas Ancona presta particolare attenzione attraverso la “cura della parola”. Dall’incontro tra l’associazione Jonas Ancona e la cooperativa sociale Polo 9 è nato il progetto spazio d’ascolto Art-Rap, dedicato agli adolescenti che sentono il bisogno di esprimere le proprie questioni con uno psicologo. 

Perché gli adolescenti? Jonas Ancona custodisce un grande amore per la gioventù e crede fortemente nei ragazzi e nel potere creativo del desiderio. Grazie al suo lavoro clinico nelle scuole, l’associazione ha sviluppato esperienza sul campo con gli adolescenti, generando con i propri progetti e incontri grande entusiasmo e desiderio proprio tra i ragazzi più giovani. La missione è quella di dare, attraverso l’incontro e il linguaggio giovanile la possibilità a una ragazza o un ragazzo di testimoniare la propria storia nella sua particolarità, tra difficoltà familiare, rapporto con il corpo, la questione dell’amore e del proprio desiderio. Come la clinica insegna, il periodo dell’adolescenza è il tempo della separazione dai legami familiari, è il tempo della ribellione, della trasgressione delle regole imposte, è il tempo dei primi incontri d’amore, del gruppo dei pari e dei legami sociali che incidono nella costruzione della propria identità. È dunque fondamentale in questa età avere e costruire buoni incontri. Jonas Ancona è interessata a offrire uno spazio d’ascolto all’adolescente proprio per le particolarità e difficoltà che caratterizzano questa delicata fase evolutiva. 

Che cosa è e vuole essere lo Spazio Ascolto? Jonas Ancona si occupa della cura, della prevenzione e della ricerca dei Nuovi Sintomi del disagio contemporaneo: disturbi alimentari, depressioni, attacchi di panico, dipendenze patologiche, disagio della famiglia, disagio dell’adolescenza. L’orientamento psicoanalitico di Jonas assegna valore centrale alla parola del soggetto. Per questo, lo Spazio d’ascolto per adolescenti permette di elaborare attraverso la parola le cause della propria sofferenza e di trovare altri modi per esprimere la propria singolarità che non siano quelli patologici. Si tratta di uno spazio d’ascolto in cui l’adolescente può parlare liberamente delle proprie difficoltà e in una cura non orientata medicalmente.

Come si svolgono gli incontri? Gli incontri si svolgeranno nella sede di Jonas Ancona in via Marconi 41 per tutta la durata del progetto Spazio Ascolto Art-Rap. Il professionista si occuperà di fornire i moduli nella tutela della privacy. Per i ragazzi e le ragazze minorenni è necessario per accedere allo sportello il consenso dei genitori.  

Chi sono le figure professionali coinvolte? L’équipe di Jonas Ancona è composta da figure di diverso profilo, tutte coinvolte nel progetto: psicologhe, psicoterapeute, insegnanti e operatrici culturali. In particolare, l’équipe clinica (formata dalle dottoresse Maria Laura Bergamaschi, Maddalena Boscaro, Monica Carestia, Francesca Principi e da me, Delia Moraschini) si occupa di condurre lo sportello d’ascolto, mentre l’intera équipe Jonas Ancona, che alle professioniste cliniche affianca l’insegnante filosofa Roberta Furlani e l’operatrice culturale Eleonora Bigelli, coordina e contribuisce alla realizzazione di Art-Rap in tutti i suoi aspetti.

 

LABORATORI RAP a cura di David Campana che così si racconta:

Ho iniziato fare graffiti e scrivere rime nel 1996. Ho autoprodotto diversi album (6 tra singoli e LP). Sono vice presidente di Jassart, associazione Ricreativa e Culturale che, nata a Falconara nel 2008, si occupa di riqualificazione urbana attraverso i Graffiti-Writing e la Street art, e di organizzare corsi, workshop e laboratori per ragazzi. Sono un membro fondatore di Hip Hopera Foundation,  un’organizzazione italiana di attivisti nell’ambito della cultura Hip Hop, che promuove eventi e progetti culturali, artistici e sociali e ne diffonde i valori e i principi fondamentali.

Come si svolgono i laboratori?
È prevista la partecipazione di diversi ospiti: tutte persone che fanno rap da parecchio tempo, provenienti sia dalla scena hip hop locale che da altre parti d’Italia (mc, dj, produttori, etc…). Ognuno racconterà la propria esperienza, il suo modo di fare musica rap e vivere la cultura Hip Hop:“dalla parte di chi, più che insegnare da’ l’esempio”. Se riusciamo a comunicare ai ragazzi più esperienze, più punti di vista, più esempi, tanto  più i ragazzi avranno spunti di riflessione e occasioni di conoscenza.

Passione per la musica e gusto per la cultura musicale e di strada: che cosa è per te il rap? Amo il RAP. Consente di trattare qualsiasi argomento: dai più frivoli, a concetti più profondi e personali, dal un semplice “esercizio di stile”, a un vero e proprio “racconto di sé”.
Prima di tutto è uno sfogo, un “buttare fuori” quello che si ha dentro. È una sorta di terapia e, non scherzo se dico che ha salvato la vita a tantissime persone, me compreso. E poi permette di creare consapevolezza: lo scambio di contenuti ed esperienze umane,culturali ed artistiche che si intrecciano ed escono fuori, in musica e parole, in ritmo e versi.

Perché hai deciso di partecipare al progetto e offrire le tue competenze? Art rap è un progetto di e per i quartieri di periferia. E il concetto di periferia può essere un concetto sia fisico che mentale; è molto facile per i ragazzi sprofondare in una condizione di distacco e repulsione dalla società e dagli altri… Il rap è una disciplina della cultura Hip Hop che nasce proprio con questo scopo cioè, togliere i ragazzi dalla strada, offrire loro un’opportunità per veicolare la violenza verso qualcosa di costruttivo.

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